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Dalla “Città che muore” alla vita del Frantoio: una gita a Civita di Bagnoregio

Cerchi un luogo dove il tempo si ferma, ma dove i sensi si risvegliano? A pochi chilometri da Canino, nel cuore della Tuscia Viterbese, si trova Civita di Bagnoregio, la città sospesa tra cielo e terra che affascina viaggiatori da tutto il mondo. Un borgo che sembra morire ogni giorno, ma che continua a vivere grazie alla sua bellezza fragile e al legame profondo con la terra circostante. E proprio da questa città che “muore” può iniziare un percorso che porta alla “vita” dei sapori autentici, quelli del Frantoio Cerrosughero di Laura De Parri.

Civita di Bagnoregio: il fascino sospeso nel tempo

Arrivare a Civita di Bagnoregio è un’esperienza che inizia molto prima del borgo. Dalla valle sottostante, la rupe tufacea su cui sorge il paese si presenta come un miraggio dorato, collegato al mondo da un ponte sottile e sospeso nell’aria. È un luogo che mette in discussione la dimensione del tempo, dove ogni passo sembra un ritorno al passato, e la natura reclama lentamente il suo spazio su ciò che l’uomo ha costruito.

Varcare la porta di San Maria è come entrare in un mosaico di pietra e silenzio. Le vie lastricate, le case in tufo e le piccole piazze profumano di storie antiche, di un’umanità lenta, radicata, che ha imparato a convivere con la fragilità del proprio territorio. È impossibile non sentirsi parte di qualcosa di più grande, un equilibrio sottile tra bellezza e caducità.

Eppure, Civita di Bagnoregio non è affatto una città che muore. È una città che resiste, che respira attraverso i suoi visitatori, i piccoli artigiani, i produttori locali. È un simbolo della Tuscia viva, una terra che, pur antica, continua a generare cultura, sapore e identità.

Passeggiare tra storia, silenzi e panorami mozzafiato

Camminare lungo i vicoli di Civita significa attraversare i secoli. Ogni pietra racconta una storia, ogni finestra affacciata sul calanchi, le maestose formazioni argillose che circondano il borgo, regala scorci che lasciano senza fiato. Qui il tempo sembra dilatarsi, i rumori si attenuano, e tutto ciò che rimane è l’armonia tra uomo e natura.

Chi ama la fotografia troverà in ogni angolo un soggetto unico: i colori del tramonto che accendono le pareti di tufo, il verde intenso della valle sottostante, le ombre leggere che attraversano il ponte sospeso. È il paesaggio della Tuscia nella sua forma più poetica e autentica.

Dopo aver camminato nella storia, è naturale cercare un modo per assaporare il presente. E cosa può rappresentare meglio la vita di questa terra se non l’Olio Extravergine di Canino, simbolo di radici, di passione e di futuro sostenibile? È proprio qui che il viaggio trova la sua seconda tappa: il Frantoio Cerrosughero di Laura De Parri, dove la tradizione si rinnova ogni giorno attraverso la cultura dell’olio.

Dalla rupe al frantoio: il gusto autentico della Tuscia

Solo un’ora separa Civita di Bagnoregio da Canino, ma sembra di passare da un mondo sospeso a un mondo che pulsa di vita. Tra uliveti che disegnano colline, profumo di erba e vento di mare, l’arrivo al Frantoio Cerrosughero è un incontro con l’anima agricola della Tuscia. Qui, l’ospitalità è di casa e l’olio non è solo un prodotto, è un racconto di famiglia.

Visitare il frantoio significa immergersi in un’esperienza sensoriale: dal suono delle macine alla brillantezza del verde nei bicchierini della degustazione. Laura De Parri accompagna i visitatori in un viaggio che parte dagli ulivi secolari e arriva al palato. Il suo approccio all’oleoturismo esperienziale fa vivere l’olio come si vive un vino: con rispetto, curiosità e amore.

Per chi desidera completare la giornata nel modo più saporito, il Tour Classico Cerrosughero (15€ – 90 minuti, dal lunedì al sabato mattina) è l’esperienza perfetta. Comprende la visita del frantoio, una degustazione tecnica di tre oli e una bruschetta calda con olio nuovo, accompagnata da un calice di vino locale. Un aperitivo culturale, ideale per gruppi di passaggio o chi vuole aggiungere un tocco di gusto alla propria gita nella Tuscia.

Degustare l’olio a Canino, dove la tradizione rivive

A Canino, la tradizione dell’olivo ha radici antichissime: furono gli Etruschi a piantare qui i primi alberi. Ancora oggi, la varietà Caninese dà vita a un olio riconosciuto per la sua intensità e raffinatezza, e i produttori locali come Laura De Parri custodiscono con orgoglio questo patrimonio. Ogni visita al frantoio è un invito a capire cosa c’è dietro una goccia d’oro verde: la terra, il clima, la passione dell’uomo.

Chi cerca un’esperienza ancora più immersiva, nei mesi di aprile e maggio, può scegliere il Tour Esperienza in Oliveto con Pic Nic (30€), che unisce passeggiata tra gli ulivi, visita guidata del frantoio, degustazione e un pic nic tra gli alberi. Un modo poetico per chiudere il cerchio: dalla città sospesa sul tufo al cuore pulsante della campagna caninese.

Qui, tra i profumi di timo e olivo, si comprende che la vita della Tuscia non è fatta solo di panorami da ammirare, ma di sapori da condividere. Ogni goccia d’olio racconta lo sforzo di chi, con le mani e con il cuore, tiene viva una tradizione millenaria, trasformando un semplice assaggio in un atto d’amore per la terra.

Da Civita di Bagnoregio al Frantoio Cerrosughero, la Tuscia si rivela in tutti i suoi sensi: vista, olfatto, gusto e anima. Dopo aver camminato tra storia e silenzi, lascia che sia l’olio a raccontarti il presente. Prenota la tua visita al Frantoio Cerrosughero e scopri come la “città che muore” può dare nuova vita al tuo viaggio, attraverso la cultura del buon olio e dell’accoglienza autentica.

Gentili clienti,  comunichiamo che il frantoio resterà chiuso per ferie dal giorno 23/06/2024 al giorno 30/06/2024.

Le spedizioni riprenderanno regolarmente da Lunedì 01 Luglio