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Vulci: un tuffo nella storia tra il Castello dell’Abbadia e i sapori antichi

Hai mai sognato di camminare in un antico borgo etrusco dove il tempo sembra essersi fermato? A Vulci, tra la Maremma laziale e la Tuscia viterbese, la storia si intreccia con la natura selvaggia e i sapori autentici di una terra che profuma di ulivi e di leggenda. Qui, tra il Castello dell’Abbadia e il Ponte del Diavolo, l’anima del passato si risveglia a ogni passo, per poi ritrovare pace e gusto tra gli olivi di Canino e l’ospitalità del Frantoio Cerrosughero di Laura De Parri.

Tra Etruschi e leggende: l’anima segreta di Vulci

Passeggiare tra le rovine di Vulci è come aprire un libro di storia scritto sulla terra e sul tufo. Fondata dagli Etruschi, questa antica città sorge su un altopiano che domina il fiume Fiora e custodisce nei suoi resti l’essenza di un popolo raffinato e misterioso. Le tombe dipinte, i reperti in bronzo e ceramica, i templi e i lastricati raccontano di commerci, riti e banchetti sontuosi. Ogni pietra di Vulci parla di potere, arte e spiritualità.

Qui la natura abbraccia la memoria. I sentieri si insinuano tra macchia mediterranea, cavità di tufo e panorami che sfumano verso il mare Tirreno. È un luogo quasi silenzioso, dove il fruscio delle foglie e il canto degli uccelli sembrano accompagnare le voci di un passato ancora vivo. Visitarlo significa lasciarsi avvolgere da un’energia antica, fatta di calma e stupore.

Non a caso, si dice che a Vulci si percepisca “l’anima della Tuscia”. Ed è proprio questa sensazione – di autenticità e mistero – che rende la visita un’esperienza non solo culturale, ma anche sensoriale. Dopo una giornata di immersione tra rovine e racconti, cosa c’è di meglio che ritrovare la stessa intensità nei profumi e nei sapori della tradizione contadina di Canino?

Il Castello dell’Abbadia e il volo sul Ponte del Diavolo

A pochi passi dal parco archeologico si erge il Castello dell’Abbadia, una fortezza medievale che domina il Ponte del Diavolo. La sua struttura in pietra scura, severa ma affascinante, custodisce oggi un museo archeologico che raccoglie i tesori ritrovati negli scavi di Vulci. Dalle ceramiche etrusche ai corredi delle tombe principesche, ogni sala regala un tuffo nell’antichità, tra luci soffuse e l’aroma del tufo umido che racconta secoli di vita.

Attraversare il Ponte del Diavolo è un’emozione che resta nella memoria. Si narra che fu costruito con l’aiuto del demonio, da qui il nome: un maestoso arco di pietra sospeso sul Fiora, dove il vento porta via i pensieri e regala viste mozzafiato. Dall’alto, il fiume scorre lucente tra gole di basalto e macchia selvaggia: uno spettacolo naturale che fonde mistero, leggenda e pura bellezza.

Chi ama la fotografia troverà qui uno dei panorami più suggestivi dell’intera Tuscia. E per chi desidera vivere a pieno la magia del luogo, la visita può trasformarsi in un viaggio lento: una mattina di storia, un pranzo all’aperto, e poi un percorso tra colline che profumano di olio e di pane caldo.

Sapori antichi e profumi di Tuscia nelle terre di Canino

Dopo tanta storia, arriva il momento di tornare al presente, ma senza abbandonare l’autenticità. A soli pochi chilometri da Vulci, le colline di Canino accolgono i visitatori con un paesaggio di ulivi argentati, muretti a secco e piccoli casali. Qui nasce uno degli oli extravergine più pregiati d’Italia, frutto di una tradizione che affonda le sue radici nell’epoca etrusca.

Ogni goccia di olio racchiude secoli di saperi, tramandati con amore da generazioni. È un sapore intenso, verde e vivo, che racconta la terra, il sole e la pazienza del lavoro artigianale. Gli abitanti di Canino vivono l’olio come un patrimonio culturale, non solo gastronomico. È un rito quotidiano, una “firma” che accompagna pane, zuppe e verdure con la stessa dignità di un vino d’annata.

Proprio per questo, dopo aver respirato la storia di Vulci, l’esperienza non può dirsi completa senza una degustazione all’interno del Frantoio Cerrosughero di Laura De Parri, dove l’oro verde di Canino prende vita tra aromi floreali e sfumature di carciofo e mandorla. Un luogo dove il gusto incontra la cultura.

Dal fascino di Vulci all’olio genuino del Frantoio Cerrosughero

Immagina di chiudere la giornata con un bicchiere di vino e una bruschetta calda, appena unta con olio nuovo, mentre il profumo dell’erba tagliata e il canto degli uccelli ti avvolgono nel tramonto. È questa l’atmosfera che ti accoglie al Frantoio Cerrosughero, un piccolo gioiello di oleoturismo nella Tuscia Viterbese, dove l’accoglienza di Laura De Parri trasforma la visita in un’esperienza sensoriale completa.

Dopo aver esplorato Vulci e camminato sul Ponte del Diavolo, il Tour Classico Cerrosughero (15€ – 90 min, lun/sab mattina) è l’abbinamento perfetto: una visita guidata al frantoio, la degustazione tecnica di tre oli, una bruschetta con olio nuovo e un calice di vino. Un’esperienza breve ma intensa, ideale per chi desidera un aperitivo culturale e genuino dopo una giornata tra leggenda e natura.

Per chi invece vuole vivere la campagna in modo ancora più autentico, in primavera (aprile e maggio) c’è l’Esperienza in Oliveto con Pic Nic: una passeggiata tra gli alberi, la visita al frantoio e un pranzo sotto il cielo aperto, tra profumi di erbe e silenzi che sanno di pace. In ogni caso, sarà come assaporare la Tuscia in tutta la sua essenza.

Vulci è molto più di un sito archeologico: è un viaggio tra epoche, sapori e sensazioni. Dalle leggende etrusche al dono genuino della terra di Canino, ogni passo racconta un’Italia autentica, fatta di mani sapienti e orizzonti quieti. Per chi desidera trasformare una semplice gita in un ricordo indelebile, il Frantoio Cerrosughero di Laura De Parri è la tappa ideale: un luogo dove la storia incontra l’olio, e l’ospitalità diventa arte. Prenota la tua esperienza, e lasciati guidare dal profumo della vera Tuscia.

Gentili clienti,  comunichiamo che il frantoio resterà chiuso per ferie dal giorno 23/06/2024 al giorno 30/06/2024.

Le spedizioni riprenderanno regolarmente da Lunedì 01 Luglio